Il medicinale unitario somministrato sperimentalmente a una persona in salute, produce una malattia artificiale molto simile alla malattia naturale che cura nel malato.




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Tomas Pablo Paschero

Tomás Pablo Paschero nasce a Buenos Aires nel 1904 da padre italiano e madre argentina. Ben presto disattende il desiderio dei genitori che per lui immaginavano un futuro operoso nell’azienda familiare. Si iscrive alla facoltà di medicina e, avviato all’attività professionale, si trova a seguire un caso di eczema ritenuto incurabile e totalmente guarito grazie all’omeopatia. Il suo interesse per la medicina omeopatica lo porterà negli Stati Uniti, dove lavorerà con un gruppo di omeopati, soprattutto con il Dr. William Grimmer discepolo diretto di J.T. Kent. I principi cui informerà la sua vita e la ricerca in omeopatia discendono dalla convinzione che in opposizione alla  cultura esclusivamente tecnico-materialista <<..Abbiamo l’obbligo morale di sviluppare l’unicità del nostro io nella sintesi di corpo, anima e spirito…, dominare le forze cieche dei nostri impulsi e ricondurle alla realizzazione della nostra vera identità, nell’unità con il tutto in cui siamo>>. Nel 1970 l’instancabile lavoro culturale di comunicazione dei principi e dello spirito dell’omeopatia unicista lo condurranno a fondare la Escuela Medica Homeopathica Argentina, tuttora scuola di grande prestigio internazionale. Qui insegnò a fianco di grandi omeopati  quali E. Candegabe e A. Masi Elizalde e lasciò alcuni tra i piu’ grandi contributi all’Omeopatia sui miasmi e sull’attitudine del medico di fronte al paziente. Paschero ha esercitato una notevole influenza nel mondo omeopatico internazionale, non ultimo anche in Italia, dove è stato protagonista di innumerevoli occasioni di pubblico dibattito e insegnamento. Dal 1972 al 1975 è stato Presidente della Liga Medicorum Homeopathica Internazionalis (L.M.H.I.),  infine Tomás Pablo Paschero muore nel 1986.

Hahnemann ipotizzò che l'azione curativa dei medicinali non fosse di tipo chimico e postulò la sperimentazione sul sano come unica via per conoscere le indicazioni curative.




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Bambini a scuola e cura di omeopatia unicista

La cura di omeopatia unicista è indicata per molti disturbi dei bambini in età scolare; essa rafforza la salute, migliora le difese dalle malattie da raffreddamento, cura ansia con disturbi da somatizzazione come cefalea e “mal di pancia da scuola” e favorisce lo sviluppo cognitivo ed emozionale. L’omeopatia unicista cura difficoltà di concentrazione, attenzione e memorizzazione, che possono ostacolare un sereno apprendimento scolastico. Nel contempo la cura sostiene l’equilibrio emozionale del bambino, modulando iperattività e timidezza, che possono interferire con la partecipazione alle attività didattiche. Il medicinale unitario specificatamente adatto e di potenza adeguata, somministrato una volta al mese per alcuni mesi, agisce sull’intera unità psico-fisica del bambino, quindi sulla totalità dei suoi sintomi fisici e psicologici, semprechè sia scelto con il metodo clinico dell’omeopatia unicista secondo la legge di similitudine. E’ così possibile affrontare, insieme a disturbi emozionali e cognitivi, riniti, congiuntiviti, faringiti, tonsilliti, otiti, laringiti, tracheiti, bronchiti, asma, allergie cutanee, colon irritabile e molti altri disturbi. I sintomi individuali guidano al medicinale curativo, che stimola l’organismo a guarire in modo duraturo e senza effetti collaterali. In omeopatia unicista non c’è delega al medico, ma un impegno comune: il bambino si esprime, i genitori osservano e raccontano e il medico individua il rimedio curativo analizzando il caso secondo il metodo omeopatico. La guarigione porta con sé, oltre alla salute, un insegnamento del libro della vita: la fiducia nella capacità di trovare insieme la soluzione appropriata. La soluzione online? Il Videocolloquio con il medico omeopata di Omeopatia Dinamica, in piena privacy e comfort su piattaforma audio-video dedicata.

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Omeopatia: parole e pensieri per i bambini.


Latrodectus Mactans | I rimedi omeopatici

Il rimedio omeopatico Latrodectus Mactans ha la sua origine nel mondo animale, nell’omonimo ragno meglio conosciuto come “vedova nera” appartenente alla famiglia delle Theridiidae. L’esemplare femmina di questa specie, sul cui ventre è riscontrabile un segno rosso o arancione a forma di clessidra, presenta un grosso corpo nero di circa 1 cm e scattanti zampette lunghe meno di mezzo cm. Complessivamente la femmina risulta molto più grande del maschio che, dopo l’accoppiamento, viene intrappolato in una ragnatela molto resistente costituita da fili simil-setosi e muore in pochi minuti ad opera del morso velenoso della femmina. Dopo la gestazione, che dura circa un mese, la femmina racchiude le uova in una particolare tela a forma di goccia (conosciuta come cocoon) che viene poi appesa e protetta fino alla schiusa (20 giorni dopo). Se si considera una sola goccia di veleno secreto dalla vedova nera, si può dire che probabilmente esso sia quello più potente tra i veleni prodotti da organismi viventi: è ben 15 volte più potente di quello del serpente a sonagli delle praterie e l’unica ragione per cui miete meno vittime è che la quantità di veleno prodotto da questa specie di ragno è notevolmente inferiore rispetto a quella prodotta dal serpente a sonagli e molti altri animali.  Per quali patologie è indicato Latrodectus Mactans? In tutte le situazioni in cui esiste una relazione di similitudine tra il profilo di Latrodectus Mactans e il Ritratto sintomatologico della persona da curare, delineato dal medico omeopata con Colloquio omeopatico e Analisi del caso. La soluzione online? Omeopatia Dinamica: ora l’omeopatia classica è sul web con percorso curativo, informativo e conoscitivo.

Il medicinale unitario somministrato sperimentalmente a una persona in salute, produce una malattia artificiale molto simile alla malattia naturale che cura nel malato.




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Attività solare, tempeste geomagnetiche, salute e omeopatia

Per lo studio delle fasi di intensa attività solare, sono allo studio sistemi più predittivi rispetto a quello basato sull’andamento delle macchie solari, osservate col telescopio da Galileo nel 1610. Da allora, le macchie solari hanno avuto un andamento ciclico irregolare di circa 11 anni con periodi di massima attività di durata di circa 2 anni, che influenzano la biologia terrestre e la salute umana in modo dinamico e a seconda della suscettibilità della persona. Le macchie sono zone scure della superficie solare con un campo magnetico tale da ostacolare l’emissione della radiazione solare emessa dalle zone circostanti; esse rivelano tempeste solari dovute ad un incremento di esplosioni nucleari all’interno del sole che comportano la trasformazione dell’idrogeno in elio. Il sole investe la terra oltre che con la luce e il calore conoscibili con i sensi materiali, con un’entità invisibile di alta energia: il vento solare, tenue plasma, quarto stato della materia, forza magnetica di gas ionizzato neutro, formato da particelle ad alta energia (elettroni e ioni in continuo movimento secondo forze agenti a lungo raggio). Il vento solare è dannoso per la salute degli astronauti che sbarcano nello Spazio, poichè, come in un’area radioattiva, le particelle ad alta energia possono indurre alterazioni del DNA soprattutto in cellule di midollo osseo, tiroide e apparato riproduttivo.

Il vento solare porta il campo magnetico del Sole nello Spazio fino a circa 160 volte la distanza Terra-Sole e interagisce con il campo magnetico terrestre, modellandolo, confinandolo e limitando la sua estensione nella magnetosfera che circondando la Terra, la protegge dal vento solare. Tuttavia alcune componenti del vento solare fluiscono  all’interno della magnetosfera nelle fasce di Van Allen, e vengono intrappolate dal campo magnetico terrestre in traiettorie a spirale; quindi di norma non raggiungono l’atmosfera, eccetto in caso di tempeste geomagnetiche causate da intensificazione del vento solare durante le tempeste solari: l’interazione con la Terra avviene in tre fasi. Nella prima fase,  luce ad alta energia, raggi X e ultravioletti, interferiscono con le onde radio negli strati più alti dell’atmosfera, la surriscaldano e aumenta così la pericolosità dell’esposizione ai raggi UV, sempre meno filtrati dallo strato di ozono a motivo dell’inquinamento. Nella seconda fase giungono le particelle più veloci dannose per satelliti e astronauti. Nella terza fase, che ha inizio diversi giorni dopo la prima fase, giunge sulla Terra la massa coronale (CME): particelle cariche che, superando la protezione della magnetosfera tramite le fasce di Van Allen, possono produrre tempeste geomagnetiche con  danni alla rete elettrica, ma anche perturbazioni climatiche, sismiche e della salute dell’uomo e degli animali, oltre che agire sulle piante con maggiore velocità di crescita e germinazione. Durante le tempeste solari, la Terra è ancor più dominata dal Sole: si riduce infatti l’influsso cosmico, poichè il maggior vento solare deflette maggiormente  i raggi cosmici provenienti dallo spazio intergalattico. L’astro-fisica dimostra che l’influsso del sole sull’uomo si estrinseca come un complesso energetico di raggi caldi e luminosi visibili, unitamente a raggi e forze invisibili, che potrebbero spiegare gli studi clinici sulla relazione tra salute e ciclo delle macchie solari. A.L. Tchijewsky (1897-1964), professore di Medicina dell’Università di Mosca, raccogliendo dati da 72 paesi fin dal 600 a.C., evidenziò il sincronismo tra ciclo undecennale del sole e fenomeni sociali: guerre, grandi migrazioni, rivoluzioni, epidemie di tifo, colera, influenza e la nota periodicità di circa undici anni di difterite e meningite, che trovarono successiva conferma con gli studi di Rudder, direttore della Clinica Pediatrica dell’Università di Francoforte. Inoltre, in periodi di intensa attività solare, sono stati evidenziati incrementi del 20-25% di incidenti della strada e sul lavoro  (studi di Tromp e Reiteri), dell’8% di suicidi (studi di B.e T: Dull) e di infarti miocardici (studi di M. Poumailloux, primario all’ospedale parigino Saint-Antoine e Malin e Srivastava su 5000 casi di ricovero per infarto avvenuti in 10 anni). Dunque le tempeste solari sono naturali, fanno parte della vita della stella che dà vita alla Terra e tuttavia è necessario occuparsene non solo per i possibili danni a telecomunicazioni e sistema economico, ma anche per quanto concerne l’istinto di autoconservazione!  Questo, ci indica ciò di cui l’organismo ha bisogno per mantenersi in salute in molti modi, anche attraverso sintomi di malattia, che, compresi con il metodo clinico dell’omeopatia unicista, indicano il medicinale di natura energetica adatto ad ogni caso individuale. Esso cura i vari disturbi, che a seconda della suscettibilità individuale, si manifestano in seguito a perturbazioni climatiche e geomagnetiche, di evidente natura energetica.

La malattia si manifesta nel linguaggio della natura.




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Rimedio omeopatico per la cura del torcicollo

Il classico torcicollo, chetorce il collo all’improvviso a destra o a sinistra con dolore insopportabile è  per lo più scatenato da freddo o anche solo aria fresca sul corpo surriscaldato, aria condizionata, vento, aria dal finestrino dell’auto, umidità, piccoli traumi quasi inavvertiti, posture errate al pc e nel sonno. Ci sono molti medicinali unitari indicati per il torcicollo e il classico Repertorio di Kent ne riporta ben 24, ma per ogni persona c’è un solo rimedio curativo,  individuabile con il metodo clinico dell’omeopatia unicista. Una rapida soluzione online? Il videocolloquio con il medico omeopata di Omeopatia Dinamica, che considererà: caratteristiche del dolore, fattore scatenante, storia di salute, stato emozionale col torcicollo e prima di esso, sensibilità alla temperatura e agli agenti meteo. Spesso, prima del torcicollo, c’è già uno stato di tensione muscolare e quando giunge aria fredda o un piccolo trauma l’organismo si difende con una  contattura dolorosa e protratta, invece che con una temporanea contrazione difensiva. Infatti, la contrazione muscolare difende con l’immobilizzazione dalle alterazioni di un trauma e difende dal freddo, poichè l’energia termica, liberata dal lavoro muscolare, contribuisce a mantenere costante la temperatura interna. Nel torcicollo, i muscoli restano “cordoni” dolenti, incapaci di rilassarsi, anche dopo che ci si mette fermi al caldo. La naturale fisiologia diventa patologia, perchè c’è unalterazione funzionale non solo dei muscoli del collo, ma dell’intero organismo, che si comporta come se fosse ancora esposto al trauma o al freddo. Il torcicollo non è patologia da colpo d’aria al collo, ma piuttosto patologia da raffreddamento dell’intera persona, in cui il collo, più esposto e  più pronto a reagire, viene “sacrificato” nel tentativo di salvaguardare l’organismo. Spesso  farmaci naturali e convenzionali che agiscono solo sui muscoli sono poco efficaci, mentre è presto risolutivo il medicinale omeopatico unitario che agisce sull‘intero organismo oltre che sul collo; esso previene le recidive e placa stati di tensione emotiva, che spesso precedono e favoriscono il torcicollo, più frequente in situazioni di brusca variazione climatica, che mettono a dura prova le capacità di adattamento termico dell’organismo umano.

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