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Ritratto sintomatologico
In ogni caso di malattia si può disegnare il ritratto sintomatologico del malato,
tenendo conto del valore dei sintomi di malattia in Omeopatia Unicista. Iniziamo con le parole di C.F.S. Hahnemann:


.i cambiamenti nella salute del corpo e della mente (fenomeni morbosi, accidenti, sintomi) che possono essere percepiti dall’esterno attraverso i sensi; cioè unicamente le deviazioni dal precedente stato di salute dell’individuo ora ammalato, che sono percepite dal paziente stesso, notate da coloro che gli stanno accanto e osservate dal medico. Tutti questi segni percepibili rappresentano la malattia nella sua estensione completa, cioè insieme essi formano il vero e unico ritratto concepibile della malattia. [Organon, § 6]



äußerlich durch die Sinne erkennbare Veränderungen im Befinden des Leibes und der Seele, Krankheitszeichen, Zufälle, Symptome wahr, das ist, Abweichungen vom gesunden, ehemaligen Zustande des jetzt Kranken, die dieser selbst fühlt, die die Umstehenden an ihm wahrnehmen, und die der Arzt an ihm beobachtet.
[Organon, § 6]

Quando si è ammalati, sia di malattie che durano da un certo tempo che di malattie acute, c'è sempre qualche alterazione nell’interiorità, in quell’interiorità invisibile, eppure più forte per noi di qualsiasi cosa visibile, quell’interiorità immateriale che Hahnemann chiama "Geist" cioè spirito e "Gemüt" cioè animo.
…In tutti i casi di malattia che noi siamo chiamati a curare, va osservato in modo particolare lo stato d’animo del paziente , insieme alla totalità dei sintomi, se vogliamo tracciare un’ immagine accurata della malattia, al fine di essere quindi capaci di trattarla omeopaticamente con successo. [Organon, § 210]


L'uomo non sarà mai mai capace di curare secondo natura, cioè omeopaticamente, se non osserva in ogni caso di malattia, anche nelle malattie acute, insieme agli altri sintomi quelli relativi ai cambiamenti spirituali e dello stato d’animo. [Organon, § 213]


.Lo stato d’animo del malato spesso è determinante nella scelta del rimedio omeopatico, poiché è decisamente un sintomo caratteristico, che meno di qualsiasi altro può rimanere celato al medico che osserva attentamente. [Organon, § 211]
.. in allen zu heilenden Krankheitsfällen, der Gemüthszustand des Kranken, als eins der vorzüglichsten mit in den Inbegriff der Symptome aufzunehmen ist, wenn man ein treues Bild von der Krankheit verzeichnen will, um sie hienach mit Erfolg homöopathisch heilen zu können. [Organon, § 210]


Man wird daher nie naturgemäß, das ist nie homöopathisch heilen, wenn man nicht bei jedem, selbst acutem Krankheitsfalle, zugleich mit auf das Symptom der Geistes- und Gemüths-Veränderungen siehet [Organon, § 213]


Dieß geht so weit, daß bei homöopathischer Wahl eines Heilmittels, der Gemüthszustand des Kranken oft am meisten den Ausschlag giebt, als Zeichen von bestimmter Eigenheit, welches dem genau beobachtenden Arzte unter allen am wenigsten verborgen bleiben kann. [Organon, § 211]


I sintomi relativi allo stato d’animo sono fondamentali per la scelta della medicina omeopatica curativa, tuttavia non si può mai prescindere dalla totalità dei sintomi con cui la malattia si manifesta.
Quando si è ammalati, si è ammalati dappertutto, anche se la malattia si manifesta solo in una certa parte del corpo. L'uomo per intero soffre per l'alterazione della forza vitale interna, che tutto governa e regola con armonia nell'organismo. La cura omeopatica riporta l'armonia e la salute nell'intero uomo, in tutte le parti del corpo e nella psiche, attraverso il risanamento della  forza vitale. La forza vitale, dynamis di natura immateriale, spirituale, fa sì che il nostro “cervello” reagisca in un certo modo, fa sì che possiamo avere una certa volontà, sentire certi sentimenti e sensazioni, pensare e ragionare in un certo modo; è ciò che fa sì che ogni parte del corpo cooperi a mettere in atto quella volontà, quei sentimenti, quei pensieri. La forza vitale pervade tutto il vivente, in tutte le sue parti. La malattia, cioè l'alterazione della forza vitale immateriale si manifesta con sintomi che riguardano sia il malato per intero sia le varie regioni o parti del corpo. Quali sono i sintomi che riguardano il malato per intero? Primi tra tutti quelli relativi allo stato d'animo. Si è abituati a pensare che lo stato d’animo riguardi la testa, mente o psiche, e invece esso riguarda tutto l’essere umano vivente: è esperienza comune  che le emozioni influenzano il battito del cuore, il respiro, la digestione, la tensione muscolare, il colorito. Quindi lo stato d’animo riguarda il malato per intero. In linguaggio omeopatico i sintomi che riguardano il malato per intero sono detti SINTOMI GENERALI, mentre i sintomi che riguardano una parte del corpo sono detti sintomi particolari. Riportiamo ora brevi passi in cui Kent sintetizza in modo semplice ed efficace la concezione hahnemaniana dei sintomi di malattia.

Le cose che si trovano più vicine all’uomo, alla sua forza vitale, sono le cose che sono strettamente generali e nella misura in cui esse diventano meno intimamente connesse all’uomo, diventano sempre meno generali, finchè esse non diventano particolari. [J.T. Kent, Lectures on Homoeopathic Philosophy, § 32]

The things that lie closest to man and big life, and his vital force, are the things that are strictly general, and as they become less intimately related to man they become less and less general, until they become particular. [Lectures on Homoeopathic Philosophy, § 32]
I sintomi dello stato d’animo non sono i soli sintomi generali, anche altre cose riguardano l’uomo per intero, come essere freddolosi o calorosi, essere metereopatici, desiderare fortemente certe cose che fanno male, provare una forte avversione a cose necessarie, dormire poco, male, troppo, ……e molte altre condizioni. Alcuni esempi detti con le parole di Kent:

Voi potreste dapprima pensare che i sintomi del sonno si correlano al cervello, ma il cervello non dorme affatto più dell’uomo intero e quindi i sintomi del sonno sono sintomi generali. [J.T. Kent, Lectures on Homoeopathic Philosophy, § 33]


I sogni sono davvero stati mentali, i sogni sono così strettamente imparentati, collegati con gli stati mentali, che si può ben dire:”Io sognai la scorsa notte”, cioè uno stato generale. [J.T. Kent, Lectures on Homoeopathic Philosophy, § 32]


Anche i cinque sensi sono così strettamente correlati all’uomo intero che gli odori piacevoli e gli odori spiacevoli diventano sintomi generali. [J.T. Kent, Lectures on Homoeopathic Philosophy, § 33]


Il ciclo mestruale da uno stato che noi possiamo chiamare generale. Lo stato della donna è di regola diverso durante la mestruazione… essa si correla quindi strettamente all’intera donna. [J.T. Kent, Lectures on Homoeopathic Philosophy, § 33]



You might at first think that they related to the brain, but the brain does not sleep any more than the whole man. [Lectures on Homoeopathic Philosophy, § 33]


Dreams are so closely allied to the mental state that he may well say, "I dreamed last night;" that is a general state. [Lectures on Homoeopathic Philosophy, § 32]


The special senses also are so closely related to the whole man that the smells that are grateful and the smells that are disagreeable become general. [Lectures on Homoeopathic Philosophy, § 33]


The menstrual period gives us a state which we may call general. [...] her state is, as a rule, different when she is menstruating. [Lectures on Homoeopathic Philosophy, § 33]


I sintomi che non riguardano strettamente l’uomo per intero, ma soprattutto una parte del corpo sono  i cosiddetti SINTOMI PARTICOLARI o locali. Essi sono tanto più particolari quanto più sono lontani dalla condizione in cui si trova l’uomo intero e quanto più invece sono vicini all’anatomia e ai tessuti della singola parte.

Più i sintomi si correlano all’anatomia delle parti, più essi sono esterni, più i sintomi si correlano ai tessuti, più è probabile che essi siano particolari. Ma più essi si correlano alle cose interne che implicano l’intero uomo, più essi diventano generali. [J.T. Kent, Lectures on Homoeopathic Philosophy, § 33]





The more the symptoms relate to the anatomy of the parts, the more external they are; the more they relate to the tissues, the more likely they are to be particular. But the more they relate to internals that involve the whole man, the more they become general. [Lectures on Homoeopathic Philosophy, § 33]
Le alterazioni nei tessuti sono la malattia nei tessuti, la conseguenza ultima ed esterna della malattia da cui è affetto l’uomo intero. I sintomi che si correlano ai tessuti ritraggono i tessuti ammalati.
I sintomi che si correlano all’uomo intero ritraggono l’uomo intero e l’alterazione della sua forza vitale, essi sono sempre la guida fondamentale alla scelta della medicina omeopatica curativa.
Grande importanza ai fini curativi hanno i cosiddetti sintomi peculiari: Le cose che caratterizzano sono cose che vi fanno esitare, che vi fanno meditare…Riconoscete subito che è qualcosa di individuale, poichè esso è strano, raro, peculiare. [J.T. Kent, Lectures on Homoeopathic Philosophy, § 32]


Nella malattia i sintomi che non possono essere spiegati sono spesso molto peculiari, le cose spiegabili non sono così spesso peculiari, le cose peculiari spesso sono meno conosciute dall’uomo. [J.T. Kent, Lectures on Homoeopathic Philosophy, § 32]


E’ il modo peculiare in cui la stessa malattia riguarda differenti pazienti che rende i sintomi strani, peculiari, rari. [Lectures on Homoeopathic Philosophy, § 32]

Quella cosa peculiare, che voi vedete, si correla al paziente e non alla malattia e poichè il solo dovere del medico è di guarire il malato, quella cosa peculiare aprirà l’intero caso al rimedio. [J.T. Kent, Lectures on Homoeopathic Philosophy, § 32]


The things that characterize are things to make you hesitate, to make you meditate. [...] At once recognize it as something individual, because it is strange and rare and peculiar. [Lectures on Homoeopathic Philosophy, § 32]


In sicknesses the symptoms that cannot be explained are often very peculiar ; the things that can be accounted for are not so often  peculiar; peculiar things are less known to man. [Lectures on Homoeopathic Philosophy, § 32]


It is the peculiar way that the same disease affects different patients that makes the symptoms strange, peculiar and rare. [Lectures on Homoeopathic Philosophy, § 32]

That peculiar thing that you see relates to the patient and not to the disease, and as the sole duty of the physician is to heal the sick that peculiar thing will open the whole case to the remedy. [Lectures on Homoeopathic Philosophy, § 32]



Poca importanza nell’indicare la medicina omeopatica curativa hanno invece i cosiddetti SINTOMI COMUNI, quelli presenti in tutti i casi di malattia, quelli su cui si fonda la diagnosi medica, che ha importanza in quanto tale, ma non ai fini della scelta della medicina curativa. Un sintomo comune diviene importante in omeopatia unicista quando esso è assente nel malato, pur essendo presenti gli altri sintomi comuni che consentono di porre la diagnosi medica.



I sintomi comuni appaiono in tutti i casi di malattia, sono ciò che vi aspettereste di trovare in essa, sono patognomonici della malattia, sarebbe strano non avere ciò, sarebbe peculiare: Così l’assenza delle caratteristiche singolari della malattia, costituisce una peculiarità che ha attinenza con il paziente.
[J.T. Kent, Lectures on Homoeopathic Philosophy, § 32]

We shall at once see that the common symptoms are those that appear in all cases of disease, that you would expect to find...they are pathognomonic of the disease. So the absence of the striking features of disease constitutes a peculiarity that relates to the patient.
[Lectures on Homoeopathic Philosophy, § 32]




E’ importante che i sintomi del malato, che sono l’unica vera guida alla medicina omeopatica curativa, siano sintomi puri non modificati da precedenti trattamenti farmacologici o altri fattori capaci di produrre cambiamenti significativi  cioè che siano SINTOMI ORIGINARI della malattia.

Qualsiasi cosa che produca un cambiamento; prendere troppi farmaci, troppo vino, liquori o una grande esposizione a qualche agente, maschera il caso. [J.T. Kent, Lectures on Homoeopathic Philosophy, § 24]


Tornate alla forma originaria della malattia, all’inizio la malattia, in accordo con le leggi della Divina Provvidenza, doveva essere conforme a qualche rimedio che è stato creato per la sua cura. [J.T. Kent, Lectures on Homoeopathic Philosophy, § 24]





Anything that will effect a change in the symptoms, the taking of drugs, or drinking too much wine or drinking toddy or great exposure, will mask the case. [Lectures on Homoeopathic Philosophy, § 24]


Get back to the original form of the trouble, in the beginning this malady, in accordance with all laws of Divine Providence, must have conformed to some remedy that had been created for its cure. [Lectures on Homoeopathic Philosophy, § 24]


Non è sempre facile raccontare i propri sintomi, perchè si può essere riservati, perchè si è portati a valorizzare e a ricordare soprattutto i sintomi comuni, quelli su cui si fonda la diagnosi medica, perchè…detto con le parole di Kent:

I pazienti sono così abituati alle loro sofferenze di vecchia data che prestano poca o nulla attenzione a sintomi minori, che sono spesso caratteristici della malattia. [J.T. Kent, Lectures on Homoeopathic Philosophy, § 25]


Molto spesso i pazienti forniscono [nel corso della cura] sintomi da tempo dimenticati. Il paziente non li ha avvertiti o non li ha sentiti poichè egli è diventato abituato ad essi come al ticchettio o al battere dell’orologio sulla parete... [J.T. Kent, Lectures on Homoeopathic Philosophy, § 36]





The patients are so accustomed to their long sufferings that they pay little or no attention to the lesser symptoms which are often characteristic of the disease and decisive in regard to the choice of a remedy. [Lectures on Homoeopathic Philosophy, § 25]

Very often the patients are giving forth symptoms long forgotten. The patient has not heard them, or has not felt them because he has become accustomed to them, like the ticking or the striking of the clock on the wall... [Lectures on Homoeopathic Philosophy, § 36]



E concludiamo riprendendo una metafora che ricorre negli scritti di Kent, in cui il medico omeopata è come un artista che deve ritrarre l'immagine della malattia. Ogni malattia individuale, di per sè interna, invisibile, immateriale, si manifesta all'esterno con un volto, in gran parte visibile solo al malato e in parte visibile anche al medico.
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Il medico omeopata deve ritrarre quel volto, deve conoscere la rappresentazione, l'immagine della malattia, poichè vuole curarla. Egli non conosce quel volto, ma lo vuole ritrarre: tale è la condizione del medico all'inizio della visita omeopatica. Proseguiamo con la metafora: la totalità dei sintomi è il volto della malattia, i sintomi generali sono i tratti essenziali del volto che permettono di riconoscerlo, i sintomi particolari sono i dettagli del volto, i sintomi peculiari sono elementi presenti solo in quel volto e in nessun altro, i sintomi comuni sono gli elementi comuni a tutti i volti dello stesso tipo (uomo, donna, bambino). Se i sintomi originari della malattia sono stati modificati da qualche fattore o da precedenti trattamenti, quello che è possibile ritrarre è il volto mascherato della malattia. Se il medico omeopata conosce solo i sintomi comuni e i sintomi particolari, egli è come un artista che, ritraendo un volto, disegna solo gli elementi comuni a tutti i ritratti dello stesso tipo e qualche particolare: realizza lo schema dell'uomo della donna o del bambino arricchito con qualche particolare come capelli e sopracciglia, ma nessun ritratto è stato realizzato. Ma se il medico omeopata conosce la totalità dei sintomi, cioè tutti i sintomi generali e peculiari insieme ai sintomi comuni e particolari, egli è come un artista che, ritraendo un volto, disegna i tratti essenziali che permettono di riconoscerlo, le peculiarità presenti solo in quel volto, insieme agli elementi presenti in tutti i volti dello stesso tipo e a tutti i dettagli: il ritratto è quasi perfetto!

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