Qual è l'azione dei vaccini omeopatici contro l'influenza?
Se la forza vitale interna è cronicamente alterata e disposta a prendere l'influenza e noi la modifichiamo con un vaccino omeopatico e l'influenza non viene, possiamo dire che la prevenzione ha rafforzato lo stato di salute? No, il vaccino ha impedito l'influenza, ma la salute della forza vitale può risultarne indebolita, talora rafforzata, spesso immodificata. Perchè? Una breve premessa: farmaci preparati con procedimento omeopatico possono produrre un'azione curativa sull'ammalato di influenza solo se vengono prescritti secondo il principio di similitudine con la totalità dei sintomi, composta dai sintomi generici di influenza che si manifestano in tutti gli influenzati (febbre, raffreddore, mal di gola, tosse, dolenzia muscolare, inappetenza, nausea, vomito, astenia, mal di testa) e dai sintomi di influenza caratteristici di ciascun malato, che manifestano l'alterazione della forza vitale di quella persona. Farmaci omeopatici che non hanno questa relazione di similitudine non possono svolgere un'azione curativa sulla forza vitale, ma producono comunque un'azione su di essa, poichè sono dotati di dynamis, energia, forza capace di agire sulla forza vitale interna. I vaccini omeopatici possono avere tre possibilli azioni:
Se la dynamis del vaccino omeopatico è molto appropriata secondo il principio di similitudine all'alterazione della forza vitale della persona e quindi ai sintomi individuali caratteristici che la persona manifesterebbe se contraesse l'influenza, il vaccino sarebbe il simillimum curativo proprio per quella persona: rafforzerebbe la sua forza vitale, curerebbe vari disturbi cronici e preverrebbe l'influenza. Questo è un caso possibile ma fortunato, come pescare il numero vincente tra più di 500 numeri; nessun criterio omeopatico guida alla scelta del farmaco. Il vaccino è scelto sulla base dei sintomi comuni, classici dell'influenza, insignificanti per l'individuazione del farmaco omeopatico individuale e d'altronde i sintomi individuali caratteristici non potevano essere conosciuti prima che si manifestassero!
Se la dynamis del vaccino non è per nulla appropriata alla dynamis della forza vitale della persona che lo assume, non c'è alcuna relazione di similitudine tra il vaccino contro l'influenza e la forza vitale della persona, nè rispetto ai sintomi individuali caratteristici, nè rispetto ai sintomi generici di influenza. Questo significa che la persona non è suscettibile all'influenza, che la cura preventiva è del tutto inutile e non modificherà lo stato di salute della sua forza vitale. Tuttavia l'assunzione ripetuta del vaccino può produrre sintomi medicamentosi, analogamente a quanto accade nelle sperimentazioni di farmaci omeopatici su volontari in stato di salute.
Se la dynamis del vaccino è appropriata solo ai sintomi generici dell'influenza che la persona avrebbe sviluppato quando si sarebbe ammalata di influenza, ciò significa che c'è solo una relazione di similitudine parziale e superficiale tra il vaccino e la forza vitale della persona. In questo caso l'azione del vaccino è quella che in linguaggio omeopatico si chiama soppressione: l'influenza non viene ma l'alterazione dinamica della forza vitale non risulta curata, anzi la forza vitale, privata di una comune malattia acuta che sarebbe stata utile alla sua economia già cronicamente alterata, risulta depotenziata.
In conclusione il vaccino omeopatico non può essere omeopaticamente appropriato, se non casualmente, allo stato di salute della persona e quindi non può rafforzare la salute interna, anzi può depotenziarla privandola di una comune influenza, utile all'economia della salute.