L’omeopata lavora in erboristeria?
No, no! L’omeopata non c’è in erboristeria
a meno che non sia lì a comprare uno shampoo naturale!
In erboristeria si vendono camomilla, the verde, malva, miele biologico
e tante altre cose naturali fatte con le piante.
L’omeopata invece è un medico e non lavora in un negozio,
anche se le medicine che usa sono naturali!
Le medicine omeopatiche possono essere fatte con le piante,
ma sono molto diverse da quelle dell’erborista,
perché le foglie, i fiori, le radici vengono lavorate in modo speciale…
in fabbriche delle medicine e… foglie, fiori, radici non si vedono più!
E’ vero che le medicine omeopatiche sono magiche
e fanno bene solo a chi ci crede?
No, proprio no!
Le medicine omeopatiche non hanno nulla di magico.
Esse devono essere preparate in un modo speciale
sennò non funzionano con nessun abracadabra.
Le medicine omeopatiche curano anche chi non ci crede,
bambini piccolissimi,
animali come cani, gatti, cavalli, mucche
e anche le piante.
Naturalmente per le persone ci vuole il medico omeopata,
e per gli animali il veterinario omeopata. E per le piante?
Beh, sulle piante ci sono esperimenti interessanti.
Bambini non fate mai nessun esperimento da soli!!!!
Perché medicine omeopatiche di nome diverso
sono sempre tutte palline bianche e dolci?
Perché la medicina che si trova nelle dolci palline bianche
è invisibile e insapore,
le palline bianche sono fatte di zucchero
che serve a trattenere la medicina invisibile insapore.
Ci sono tante cose invisibili eppure potenti.
Te ne viene in mente qualcuna?
Per esempio la forza che fa attaccare un pezzettino di carta
su una penna di plastica strofinata su un maglione di lana è invisibile,
come è invisibile la forza che fa cadere le cose sempre verso il basso.
E la luce? Com’è la luce? Invisibile, eppure così potente
che senza di essa le piante muoiono
e le persone non possono vedere niente.
E’ chiaro ora?
Tutto ciò che si vede è molto importante,
ma le forze invisibili sono importantissime.
Perché il dottore omeopata parla poco
e solo per fare domande?
Perché non vuole distrarti: sei tu il personaggio principale del colloquio.
L’omeopata ha bisogno di sentire dalla tua voce
il racconto di quello che senti, proprio a parole tue.
La tua voce per lui è come una buona musica
che fa sentire anche a lui quello che provi.
Lui conosce le medicine, ma nessuno meglio di te a parole tue
può raccontargli la tua malattia.
Per esempio se hai un dolore l’omeopata vuole sapere
dove e quando fa male,
come è il male, a cosa somiglia, cosa ti viene di fare e di non fare,
che umore hai con il dolore, cosa ti viene da pensare,
come dormi e cosa sogni, com’è la fame e la sete,
cosa ti piace e cosa non ti piace e molte altre cose ancora…
Più e meglio racconterai, prima guarirai!!
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